Sul muro di un palcoscenico una mano anonima ha scritto 'qui si dicono per gioco le cose serie'

Popular Libr@ry of the Show/Bibliothèque Populaire du Spectacle/Bibliotec@ Popular del Espectáculo/Populäre Bibliothek des Schauspiels/Народная библиотека театрального представления/Bibliotec@ Popular do Espetaculo

Divini e Maestri - S




Divini e Maestri (S)
I video/filmati, salvo indicazione diversa, sono presentati in italiano



Donato SARTORI  Artigiano/Artista  [Sito Sartori Maskmuseum]

Intervista a Donato Sartori Rif. http://www.youtube.com/watch?v=amTPpFd1ze8
Altri video



Giuliano SCABIA Regista/Autore/Attore/Animatore Culturale   [Profilo]

'IN CAPO AL MONDO - Rif. www.youtube.com/watch?v=IotXthny8_I
Altri video
  • 'Marco Cavallo 1973  Da un ospedale psichiatrico la vera storia che ha cambiato il modo di essere del teatro e della cura.
  • 'La via lattea 6' 2006  Lo scrittore Giuliano Scabia autore del progetto La via Lattea 6, una manifestazione itinerante di arte musica e teatro nel territorio tra Chiasso e Como.
  • 'Gli spaventapasseri sposi' 2008 - di Giuliano Scabia Teatro con Bosco e Animali“: il bosco magico del libro di SCABIA è composto di nove testi in forma di lettere, racconti, commedie, tra cui "Gli spaventapasseri sposi" e narra di miti in cui spesso le bestie commentano il teatro umano - ci tornano alla memoria Uccelli di Aristofane o anche Uccellacci e Uccellini di Pier Paolo Pasolini. - "Gli spaventapasseri sposi" si lega al mito, a figure isolate, in apparenza immobili come totem:una coppia di spaventapasseri che “ animati ” dal vento vengono sradicati da un luogo e da un ruolo. I due fantocci innamorati cominciano a vivere una nuova dimensione, inseguiti da un piccolo trio di uccelli curiosi e impiccioni. Questo straordinario avvenimento si trasformerà in un originale viaggio di nozze dei due amanti, che nella luna di miele finale, su un’isola felice e a guardia di un nuovo ciliegio cercheranno di apparire umani per spaventare gli uccelli, e continuare così il loro inganno, la loro commedia.
  • 'In capo al mondo' 2009 - parte 2° Il concerto spettacolo è un atto damore dedicato al Violoncello e ai suoi protagonisti: di ieri e di oggi, della realtà come della fantasia letteraria. Tratta dal romanzo breve di Giuliano Scabia In capo al mondo, la storia narrata racconta di Lorenzo, un violoncellista, allievo di Francesco Serato, nativo di Castelfranco e fondatore della grande scuola violoncellistica italiana presso il Conservatorio di Bologna. Le imprese di Lorenzo, violoncellista innamorato della sua arte che suona altrettanto appassionatamente nei Teatri come nella giungla, vedono lalternarsi della voce narrante di Giuliano Scabia, con le musiche di Mario Brunello, al violoncello e Dianella Bisello al pianoforte, che eseguiranno brani di Schumann, Bach, Hyndemith, e Capossela. La parte centrale dello spettacolo è, invece, un cameo d'onore riservato a Francesco Serato e al suo primo allievo Arturo Cuccoli. 
  • 'In capo al mondo' 2009 - parte 3°
  • 'Marco Cavallo a Napoli' 2011 Marco Cavallo, l'opera simbolo della lotta al sistema manicomiale, attraversa le strade di Napoli per ricordare alla cittadinanza che l'emergenza in ambito salute mentale ritorna ad essere questione gravissima. A spingerlo operatori sociali, psicologi, psichiatri e utenti. Enzo Cuomo, operatore sociale della Cooperativa Il Calderone parla dei passi in avanti compiuti dal 1995 ad oggi e denuncia il rischio legato alla mancanza di fondi. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris assicura che la sua giunta opererà per garantire la giusta assistenza ai sofferenti psichici. 
  • 'Impazzire si può' 2011 Marco Cavallo, il cavallo azzurro costruito nel 1973 dagli internati del manicomio di San Giovanni in Trieste. Esce per le strade di Urbania portato a braccia da Giuliano Scabia e dai partecipanti di 'IMPAZZIRE SI PUO' - Osservazione dell'esperienza triestina da Franco Basaglia a oggi' XII edizione del Convegno Internazionale di Studi della rivista "Teatri delle Diversità" Urbania (PU) 25/27 Novembre 2011 Nel programma del convegno interventi di: Gianni Tibaldi, Peppe Dell'Acqua, Giuliano Scabia, Tihana Maravic, Mariano Dolci, Annet Henneman, Vito Inserra, Adolfo Ferraro, Anna Gesualdi e Giovanni Trono, Ivana Conte, Paolo Gaspari, Piero Ristagno e Giuseppe Calcagno, Valeria Ottolenghi.
  • 'La luce di dentro. Viva Franco Basaglia' 2011regia di Giuliano Scabia in collaborazione con Claudio Misculin e l'Accademia della Follia Presentazione dello spettacolo rappresentato al Teatro Goldoni di Venezia. 
  • 'La luce di dentro. Viva Franco Basaglia' (2011?) - Mise en scène de Giuliano Scabia avec la collaboration de Claudio Misculin Sur scène: Claudio Misculin, Vincenza Viglianesi, Giorgio Ferrari, Dario Kuzma, Gabriele Palmano, Donatella Di Gilio, Giuseppe Feminiano, Giulia Misculin  (francese) 
  • Quattro chiacchiere con Giuliano Scabia 2011 Biblioteca Civica Bonetta - Pavia
  • 'Giuliano Scabia e i suoi Quaderni di Drammaturgia' 2012 A poca distanza dal Centro Teatrale Santacristina, una conversazione con Giuliano Scabia, che spiega che cosa c'è nei suoi quaderni: raccontano la sua esperienza e la storia dell'Italia di questi decenni, ma sono anche un manuale di teatro e di drammaturgia, o meglio una guida ai teatri e alle drammaturgie possibili... (intervista di Oliviero Ponte di Pino) 
  • 'Marco Cavallo a Roma' 2012 - Teatro Valle Occupato
Informazioni da Archivio LePera

 

Peter SCHUMANN  Regista   [Profilo] [Sito Bread and Puppet]

'WORKSHOP 1 Rif. www.yuotube.com/watch?v=NB8C4BG0KKk
Altri video
  • 'Workshop 2' 2010
  • Peter Schumann and Bread Puppet Theatre
  • 'Decapitalization Circus' 2010 Decapitalization Circus dimostra in numerose acrobazie che sfidano la morte i fantastici effetti della capitalizzazione della vita negli Stati Uniti. Gli artisti rappresentano tutta la scala dello spettro sociale da billionairism benigno al spregevole senzatetto anti-sociale-elementarianism. Tutti gli atti sono FDA e l'FBI display certificati di correttezza patriottica e sfidare tutte le forme immaginabili di terrorismo. Cantata da Peter Schumann e il Bread & Puppet Società, insieme a un gran numero di volontari burattinai e musicisti locali. Prendere atto che alcuni dei numeri da circo sono politicamente sconcertante per gli adulti, ma i bambini che li accompagnano li possono spiegarli. Il pubblico è invitato a esaminare tutte le maschere e burattini dopo la performance. Arte a buon mercato sarà in vendita dopo ogni performance. 
  • 'Master Talk Peter Schumann and Bread Puppet Theatre' 2010 (inglese - alla fine del video il link alle altre 3 parti) - Incontro con Peter Schumann in occasione del Talks Masters 2010 al Lucerne School of Art and Design di Guetsch. si legge, si aspettano molto e lui non ha deluso. Insieme al suo Bread & Puppet Theatre era nel cortile del castello Guetsch suo "circo" di essere goduto. Le bambole e le azioni hanno suscitato da (Svizzera). Tema della conferenza: 'Le forme di protesta - Come cambiare il mondo'.
  • 'Bread and Puppet Museum'  Il Bread and Puppet Museum è un massiccio accumulo di maschere, burattini, pittura e grafica; nella maggioranza sono materiali utilizzati negli spettacoli del Teatro Bread and Puppet. È ospitato in un vecchio fienile in Vermont Northeast Kingdom a 25 miglia a sud del confine canadese. E la maggiore collezione di grandi pupazzi e maschere del mondo. E 'stato creato nel 1974, quando Bread and Puppet Theater si sono spostati in questo ex caseificio dopo un girovagare tra la sede del Goddard College e ancora prima per un decennio a New York City. Raggruppati a tema, colore o dimensione, le marionette ricreano scene drammatiche tratte da spettacoli passati e formano composizioni sorprendenti.  C'è anche un negozio pieno di 'pane', manifesti, distintivi, burattini e pubblicazioni. Il Museo è il risultato di mezzo secolo di creatività e di duro lavoro che ha avuto inizio nel 1963. Il museo è aperto dal 1° di  giugno a fine ottobre, ed è aperto anche prima e dopo spettacoli serali. Nelle domeniche dei mesi di luglio e agosto vengono organizzate visite guidate con gli attori della compagnia. Durante i mesi freddi, è ufficialmente chiuso, ma può essere aperto su appuntamento. L'ingresso è gratuito, sono gradite le donazioni.
  • Bread and Puppet Parade
  • Arts in the One World

  • FILM, REGISTRAZIONI COMPLETI
  1. 'Bread and Puppet Theater' 1979/1982 (documentario - inglese) - Una serie di film realizzati da Skip Schiel sule attività del Bread & Puppet Theater - 'Ciò che l'occhio vede' da 'Firelight', 'Allelulia', 'La Via Crucis', 'Woyzeck' (registrato in un teatro di New York), 'La Natività lavandaia' (registrato nella Cattedrale di New York City). Tutti realizzati tra 1979-1982.
  2. 'Conferencia con Violín de Peter Schumann' 2009 - Puerto Rico (alla fine del video il lik alle altre 2 parti)
  3. 'Bread and Puppet -The Legend of the true cross of Piero della Francesca' (La leggenda della vera croce di Piero della Francesa) 2012 (riprese teatrali - inglese) - Uno degli spettacoli  più vecchi del Bread and Puppet presentato in occasione del 150 ° Anniversario del Goddard College. Il Bread and Puppet Theater erano ospiti al Goddard College dal 1970 al 1974.
Informazioni da Archivio LePera



William SHAKESPEARE  Drammaturgo   [Profilo] [Le opere complete di Shakespeare]

'ANTONY AND CLEOPATRA' (progr.TV 1974 - inglese) Rif. www.youtube.com/watch?v=yh9AG5bPiYc
Altri video
  1. 'Anthony and Cleopatra(Antonio e Cleopatra) 1913 - di William Shakespeare regia di George Kleine con: Gianna Terribili-Gonzales, Amleto Novelli, Ignazio Lupi  'Se infrangi il tuo nodo verginale prima che celebrate siano con ogni santo rito tutte le sacramentali cerimonie, il Cielo non aspergerà con dolci umori questo contratto per renderlo fecondo ma lo sterile odio, il disdegno dall'occhio torvo e la discordia ammorberanno il vostro letto con malerba tanto disgustosa che lo odierete entrambi'. Anche se questi versi desolati rappresentassero una riflessione sommaria sul suo matrimonio, Shakespeare non era necessariamente condannato ad una vita senza amore. Indubbiamente conosceva passioni come l'amarezza, l'acidità e il cinismo, ma né si rintanò in quei sentimenti, né cercò di fuggirli rinunciando al desiderio. Tutte le sue opere sono pervase di desiderio. Ma il modo in cui immaginò l'amore crebbe, probabilmente, insieme alle esperienze amorose concrete, fuori dal vincolo matrimoniale. Gli amanti più maestosi del suo teatro sono Antonio e Cleopatra, simboli supremi di adulterio. E quando scrisse poesie d'amore - le più complesse e intense mai scritte nella lingua inglese - costruì una sequenza di sonetti ispirati non alla moglie né al corteggiamento di una che avrebbe potuto essere sua moglie, ma alle contorte relazioni con un bel giovane e una sofisticata dark lady.  
  2. 'Sogno di una notte di mezza estate(Midsummer Night's Dream) 1935 - di William Shakespeare directed by Max Eeinhaedt and William Dieterle with: James Cagney, Joe E. Brown, Dick Powell (film - inglese) - La scaltra miscela di dissimulazione e appropriazione, la ricomposizione del materiale religioso tradizionale in uno spettacolo laico, e la confusione di sacro e profano sono elementi che caratterizzano tutti i successi di Shakespeare, come drammaturgo e come poeta. In Sogno di una notte di mezza estate, scritto all'inizio della sua carriera, i letti delle coppie appena sposate vengono benedetti, esattamente come lo sarebbero stati secondo le pratiche cattoliche popolari messe al bando dai protestanti; la benedizione però non viene fatta con acqua santa, perché le fate li spruzzano con 'magica rugiada'. (...) Shakespeare, benché fosse solo un servitore, avrebbe potuto facilmente notare qualche cosa di singolare nello strano, pericoloso mondo che si era trovato ad abitare, e che superava le convinzioni religiose. Il Nord era per tradizione luogo di resistenza all'autorità centrale della Corona, e le famiglie nelle cui case aveva vissuto e lavorato erano al limite del tradimento. Tutti i drammi storici di Shakespeare - quelli con cui si fece un nome a Londra nei primi anni novanta (1590) - avevano per oggetto la ribellione, che lui sistematicamente concepiva come affare privato, di famiglia. Quei drammi non erano pericolosi, poiché ambientati nell'Inghilterra del quindicesimo secolo e incentrati su eventi  tratti da cronache, ma per dare ai suoi personaggi l'impronta della realtà Shakespeare doveva cercare ispirazione al di là delle letture. La sua immaginazione era abitata da uomini e donne potenti, ambiziosi, caparbi e pronti a correre rischi estremi per partecipare a pericolosi giochi di potere. l'immagine che diede a questi personaggi poteva benissimo essere modellata sulle famiglie che ebbe modo di osservare da vicino durante il soggiorno al Nord.
  3. 'As You Like It(Come vi piace) 1936 - di William Shakespeare directed Paul Czinner treatment suggested J.M. Barrie starring: Laurence Olivier, Elisabeth Bergner, Sophie Stewart, Henry Ainley, Leon Quartermainer (inglese - "Mio padre ti ha incaricato nel suo testamento di darmi una buona istruzione - si lamenta Orlando con il fratello cattivo nella commedia pastorale Come vi piace -  ma tu mi hai educato come un contadino, tenendomi all'oscuro di tutte le qualità di gentiluomo" (1.1.56-69). essere istruiti faceva la differenza tra un gentiluomo e un contadino. Eppure, tutto ci dice che Shakespeare non avesse alcun risentimento per non aver potuto proseguire gli studi a Oxford o a Cambridge: in lui nulla lascia trasparire segni di una frustrata vocazione da erudito. Anzi, nulla nel suo lavoro indica un atteggiamento sentimentale verso la scuola. In Come vi piace l'immagine che Jacques ha dello "scolaro piagnucoloso con la cartella | e la faccia rilucente del mattino, che malvolentieri striscia verso la scuola | a passo di lumaca" (2.7.144-46), non trasmette nostalgia per la felicità perduta.
  4. 'Henry V(Enrico V) 1944 - di William Shakespeare con Laurence Olivier (inglese con sottotitoli spagnolo - alla fine del video il link alle altre 8 parti) - Inventando Falstaff, Shakespeare iniziò, come faceva spesso, dal personaggio di un dramma scritto da qualcun altro, Anche The Famous Victories of Henry the Fifth (Le famose vittorie di Enrico V) era stato rappresentato dai Queen's Men sia a Londra che in tournée. In questo dramma anonimo e cruento, che raccontava la trasformazione quasi per miracolo del principe Hal da giovane dissoluto a re eroico, compariva un cavaliere licenzioso, Sir john Oldcastle, membro di un gruppo di ladri e ruffiani dal quale Hal si era lasciato attirare.Shakespeare prese questa figura - all'inizio usò lo stesso nome, cambiandolo poi in Falstaff solo dopo che gli eredi di Oldcastle protestarono - e sul suo nudo scheletro costruì la sua meravigliosa creatura. Prese la figura tipica del soldato spaccone - l'uomo che fa la voce grossa e parla sempre dei propri successi marziali ma che fa il morto quando il pericolo si avvicina troppo - e lo combinò con un altro tipo comico venerabile: il parassita, sempre affamato e assetato, che cerca di scroccare qualsiasi cosa al suo facoltoso protettore. A queste caratteristiche Shakespeare aggiunse tratti del Vizio dei morality plays - irriverenza sfacciata, esuberante ricerca del piacere, e un potere di seduzione capace di deviare dalla retta via i giovani ingenui. Infine unì a entrambi alcuni elementi di uno stereotipo culturale più recente, il puritano ipocrita che sbandiera ai quattro venti la sua dedizione alla virtù mentre segretamente indulge in ogni vizio sensuale. Ma contemplare questi esempi di relitti e residui letterari significa già vedere come sia stata completa e sorprendente la trasformazione cui Shakespeare li sottopose. (...)
  5. 'Hamlet(Amleto) 1948 - di William Shakespeare con Sir Laurence Olivier (inglese con sottotitoli spagnoli - alla fine del video il link alle altre 9 parti) - Scrivere un dramma su Amleto nel 1600 o intorno a quell'anno potrebbe non essere stata una idea di Shakespeare. Nel teatro inglese era già stato rappresentato almeno un dramma, andato perduto, sul principe danese che vendica l'assassinio del padre, quel dramma aveva avuto abbastanza successo da meritare le allusioni casuali degli scrittori contemporanei, come se tutti l'avessero visto o ne avessero sentito parlare. Nel 1589 era stata un'opera su Amleto a comparire nella parodia di Nashe sul rozzo nuovo arrivato (probabilmente Thomas Kyd) che pur  non essendo mai andato all'università aveva avuto l'imprudenza di affermarsi drammaturgo... Sette anni dopo un altro degli University Wits, Thomas Lodge, riecheggiò quel tono derisorio nel riferirsi a un diavolo dall'aspetto 'pallido come lo spettro che nel teatro sbraitava disperato come una venditrice di ostriche "Vendicati, Amleto!". O il dramma era ancora rappresentato a teatro - nel qual caso si sarebbe trattato di una presenza eccezionalmente lunga per il teatro elisabettiano - oppure era stato ripreso di recente, o, infine, era semplicemente diventato proverbiale a causa di qualche rozza esagerazione teatrale. Uno dei Lord Chamberlain's Men con la particolare attenzione per il botteghino potrebbe semplicemente aver suggerito a Shekespeare che i tempi erano maturi per una nuova, migliore versione dell'Amleto. E dato l'enorme investimento che aveva fatto nei profitti della compagnia, Shakespeare era straordinariamente attento a tutto ciò che attraeva le folle londinesi, e oramai aveva una esperienza consolidata nel rispolverare vecchi drammi e farli diventare nuovi di zecca. L'ipotetico autore del dramma originale, Thomas Kyd, non costituiva alcun ostacolo... e in ogni caso, né Shekespeare né i suoi contemporanei facevano gli schizzinosi sul rubarsi le idee l'uno all'altro. Shakespeare aveva certamente visto il primo Amleto probabilmente più di una volta. Avrebbe anche potuto aver recitato una parte in quel dramma, nel qual caso avrebbe posseduto i fogli del copione. Gli attori elisabettiani in genere disponevano solo del 'rullo' su cui era trascritta la parte che dovevano recitare, e da cui deriva il termine 'ruolo'': sarebbe stato troppo costoso ricopiare l'intero testo, e le compagnie teatrali non si fidavano di far circolare liberamente i copioni in loro possesso. In qualche occasione speciale potevano fare delle copie per qualche spettatore privilegiato, e talvolta, in periodi di necessità economiche, li vendevano a qualche stampatore. Ma volevano che il pubblico entrasse in contatto con i drammi principalmente a teatro, non nel proprio studio. (ovviamente, impedire la stampa dei copioni significava aumentare notevolmente le probabilità che alla fine andassero persi - come accadde per la prima versione dell'Amleto e per molti altri testi - ma questo non era un problema  per le compagnie teatrali). che avesse o no accesso al copione  del primo Amleto, Shakespeare disponeva in misura strabiliante di ciò che praticamente ogni attore dell'epoca doveva avere: una memoria acutissima... La memoria di Shakespeare non era perfetta - faceva errori, confondeva un posto con l'altro, trasponeva nomi, e commetteva sbagli - ma le imperfezioni dimostravano soltanto che non c'era nulla di coattivo o di meccanico nel suo talento straordinario. La sua memoria era un'immensa risorsa creativa.E' impossibile determinare se scrivesse con i libri aperti davanti a se o se si basasse solo sulla sua memoria, ma certamente aveva letto, probabilmente in più versioni, il vecchio racconto danese di assassinio e vendetta. Come minimo lesse attentamente la storia nella versione narrata in francese da Francois de Belleforest, la cui raccolta di storie tragiche fu un vero fenomeno letterario della fine del sedicesimo secolo. Belleforest aveva preso la storia di Amleto  da una cronaca di Danimarca compilata in latino alla fine del dodicesimo secolo  da un danese noto come Saxo Gramaticus. E Saxo, a sua volta, aveva riciclato leggende scritte e orali che risalivano a secoli prima di lui. Anche qui dunque, come accadde così spesso in tutta la sua carriere, Shakespeare stava lavorando con materiali noti - una storia molto consolidata, un gruppo di personaggi molto familiari, una serie di elementi che avrebbe prevedibilmente interessato e divertito il pubblico.
  6. 'Macbeth' 1948 - di William Shakespeare regia di Orson Welles (inglese) - Shakesteare costruì Macbeth sull'idea dell'adulazione, o forse come esempio di adulazione. l'adulazione non è diretta e personale - non la stucchevole lode caratteristica di molti altri intrattenimenti regali dell'epoca - ma indiretta e dinastica. Ovvero, Giacomo non è elogiato per la sua saggezza, o per la sua erudizione, o per la sua capacità di governare, ma per il posto che occupa in una linea di discendenza legittima che conduce dai suoi nobili avi del passato molto remoto a figli che promettono una successione ininterrotta nel futuro. Per dare risalto a questo elemento Shakespeare dovette distorcere le informazioni storiche. Il Banquo della processione di Gwinn proveniva, con ogni probabilità, dalle Croniche di Holinshed, il libro che Shekesteare aveva usato moltissimo per i drammi storici. 
  7. 'Giulietta e Romeo(Romeo and Juliet) 1954 - di William Shakespeare regia di Renato Castellani con: Laurence Harvey, Flora Robson, Susan Shentall, Enzo Fiermonte, Nietta Zocchi, Sebastian Cabot, Umberto Raho, Norman Wooland, Mervyn Johns, Bill Travers, John Gielgud  (film) - I bei, giocosi, versi di Romeo e Giulietta vennero scritti verso il 1595, circa quindici anni dopo il momento in cui Shekespeare potrebbe aver incontrato Campion (professore e studioso cattolico e professore del St John's). Ma la scaltra  miscela di dissimulazione e appropriazione, la ricomposizione del materiale religioso tradizionale in uno spettacolo laico, e la confusione del sacro e del profano sono elementi che caratterizzano tutti i successi di Shakespeare, come drammaturgo e come poeta (...) In Romeo e Giulietta la fretta ansiosa deg li amanti impetuosi rappresenta attraverso la mescolanza di umorismo, ironia, sarcasmo e disapprovazione, ma più di ogni altra cosa, Shakespeare comunica la sua profonda capacità di comprendere intimamente come ci si senta da giovani, quando si ha un desiderio disperato di sposarsi e si è tormentati dal protrarsi dell'attesa. (...) Nessun altro ha saputo raccontare l'impazienza esasperata così abilmente e con maggiore comprensione. La fretta di Romeo è tratteggiata in modo più approssimativo: è quella di Giulietta è ricevere più intensità e profondità.
  8. 'Otello' (The tragedy of Othello) 1952 - di William Shakespeare regia di Orson Welles con: Michael Malliammoir Robert Coote, Orson Welles, Susanne Cloutier, Hilton Edwards, Nicholas Bruce, Michael Laurence, Fay Compton, Doris Dowling (inglese con sottotitoli italiani) - Negli anni successivi ad Amleto, Shakespeare, scrisse una serie di tragedie stupefacenti: Otello nel 1603 o 1604, Re Lear nel 1604 o 1605, e Macbeth nel 1606. Ogni volta, con grande abilità, prendeva molto materiale dalle sue fonti, ma nello stesso tempo toglieva tutto quello che sarebbe sembrato indispensabile per lo sviluppo di un dramma coerente e ben congegnato. Così, sebbene Otello sia costruito intorno al desiderio senza rimorso dell'alfiere Iago di distruggere il suo generale, il Moro, Shakespeare rifiutò di fornire al perfido personaggio una spiegazione convincente e chiara per il suo comportamento. Non sarebbe stata difficile da trovare, quella spiegazione: era già lì, completamente articolata nella fonte del dramma di Shekespeare, un racconto dell'accademico e scrittore italiano Giambattista Giraldi Cinzio. "Il perfido alfiere - scrive Cinzio a proposito di Iago - incurante della fedeltà promessa verso la moglie, e dell'amicizia, della lealtà e degli obblighi che aveva verso il Moro, s'innamorò perdutamente di Desdemona, e volse ogni suo pensiero a cercare il modo di goderla. Non solo si concentra su quell'obiettivo, ma l'amore che aveva provato per la signora ora si è mutato in odio spietato, e Iago si dedica a studiare come fare in modo che, una volta ucciso il caporale, se lui non potrà godere della signora non possa farlo neanche il Moro". E tutto segue liscio e filato. Ma non in Shakespeare. Il suo personaggio cattivo non sogna di possedere Desdemona, né lei è il particolare oggetto del suo odio. (...)
  9. 'Amleto' 1955 - di William Shakespeare regia di Carlo Fino con: Vittorio Gassman, Memo Benassi, Andrea Bosic, Augusto Mastrantoni, Anna Maria Ferrero, Luigi Vannucchi, Giulio Bosetti, Mario Maranzana, Elena Zareschi  (alla fine del video i link alle altre 2 parti)
  10. 'Riccardo III(Richard III) 1955di William Shakespeare con: Laurence Olivier, Cedric Hardwicke, John Gielgud, Paul Huson, Andy Shine, Helen Haye, Pamela Brown, Ralph Richardson, Alec Clunes, Laurence Naismith, Mary Kerridge, Clive Morton, Dan Cunningham, Douglas Wilmer, Claire Bloom, Stanley Baker  (inglese) - Riccardo III, scritto nel 1591 o nel 1592, è un dramma grandiosamente energico e potente, con un meraviglioso, indimenticabile, personaggio principale, ma quando quel personaggio, da solo di notte, rivela ciò che accade dentro di lui, le sue parole suonano stranamente legnose, artificiali: "E' notte fonda. Sulla carne tremante ho gocce gelide. Ho paura? Di me? Non c'è nessuno. Riccardo ama Riccardo, io sono io. C'è un assassino qui? No. Sì, proprio io! E fuggi. da me stesso? Oh, amo me stesso. Perché? Per il bene che io stesso posso aver fatto a me stesso? Oh no! Ahimè, se mai odio me stesso per gli atti odiosi attuati da me stesso. Sono un malvagio. E monto: non lo sono. (5.3.134-45)  Shakespeare sta seguendo le sue fonti, la cronaca, che afferma che la notte prima della sua morte Richard non riusciva a dormire perchè sentiva il pungolo indesiderato della coscienza. Ma anche se ha il vigore di una staccato, il monologo come strumento di delucidazione del conflitto interiore è schematico e meccanico, come se dentro al personaggio sulla scena ci fosse stato un altro teatro in miniatura con delle marionette che recitano una scena di Pulcinella. (...) 
  11. For the moment not available 'Riccardo III' 1955 - di William Shakespeare con: Laurence Olivier, Cedric Hardwicke, John Gielgud, Paul Huson, Andy Shine, Helen Haye, Pamela Brown, Ralph Richardson, Alec Clunes, Laurence Naismith, Mary Kerridge, Clive Morton, Dan Cunningham, Douglas Wilmer, Claire Bloom, Stanley Baker (film)
  12. 'Otello' 1957 - di William Shakespeare  traduzione Salvatore Quasimodo regia televisiva di Claudio Fino con: Vittorio Gassman, Salvo Randone e Anna Maria Ferrero (riprese teatrali per la TV)
  13. 'Sogno di una notte di mezza estate(A Midsummer Night Dream) 1960 - di William Shakespeare San Diego State University - Adattamento didattico dell'opera del Bardo. Musiche originali composte da Thomas Hodges (inglese)  
  14. 'Sogno di una notte di mezza estate(A Midsummer Night's Dream) 1960 - di William Shakespeare directed by Eliah Moshinski  (film - inglese - alla fine del video i link alle altre 14 parti)
  15. 'Coriolano' 1965 - di William Shakespeare regia Claudio Fino interpreti: Franco Graziosi, Lilla Brignone, Umberto Orsini, Carlo Montini, Luviano Alberici, Ennio Balbo, Manlio Busoni 'Nessuno ha raccontato con maggiore franchezza o precisione l'onesta gioia della felicità domestica' scrisse il celebre antiquario Edgar Fripp, indicando i versi da Coriolano "Amavo la ragazza che ho sposato, nessuno sospirò più sinceramente. Ma ora che ti vedo qui, nobile creatura, il cuore ebbro mi danza nel petto più di quando vidi la mia fidanzata varcare la soglia della mia casa" /4.5.113-17) Ma se, come pensava Fripp, questi versi erano un ricordo dei sentimenti provati dal drammaturgo stesso molti anni prima, quel ricordo era assai più amaro che sentimentale: a recitare è il guerriero Aufidio, il cui cuore ebbro gli danza nel petto nel vedere l'uomo odiato che da tempo sogna di uccidere. 
  16. 'Romeo e Giulietta' 1968 - di William Shakespeare regia Franco Zeffirelli scritto da: Franco Brusati, Masolino D'Amico, Franco Zeffirelli attori principali: Leonard Whiting, Olivia Hussey, Milo O'Shea (film)
  17. 'Macbeth' 1971 - di William Shakespeare regia di Roman Polanski (film - portugues)
  18. 'Re Lear' 1972 - di William Shakespeare regia di Girgio Strehler con: Tino Carraro, Ottavia Piccolo, Franco Alpestre, Giuseppe Pambieri, Renato De Carmine, Lia Tanzi, Fulvio Ricciardi (alla fine del video i link alla seconda  parte) - Sembra che Shakespeare abbia cominciato a contemplare la possibilità di ritirarsi dalle scene - non proprio di pianificarla ma di riflettere sui rischi a essa connessi - già dal 1604, quando si mise a scrivere Re Lear. Questa tragedia è la sua maggiore meditazione sulla vecchiaia estrema, sulla dolorosa necessità di dover rinunciare al potere, sulla perdita della casa, della terra, dell'autorità, dell'amore, della vista, finanche della lucidità. Questa visione di perdita devastante si era fatta strada non nell'animo di un eccentrico eremita o di un uomo sul limitare della propria decadenza, ma in un drammaturgo straordinariamente energico che riscuoteva successi grandiosi e aveva appena compiuto quarant'anni. E' possibile che Shakespeare abbia cominciato a pensare alla storia di Lear ispirato da un processo condotto verso la fine del 1603 che fu oggetto di intenso dibattito pubblico. Le due figlie maggiori di un vecchio gentiluomo di nome Sir Brian Annesley tentarono di far dichiarare legalmente pazzo il padre, in modo da entrare in possesso della proprietà paterna, mentre la figlia minore si oppose con forza prendendo le difese del padre. Pare che il nome della figlia minore fosse Cordell, un nome quasi identico a Cordella, la figlia che nella venerabile leggenda di re Lear cercò di salvare il padre dai malefici piani delle sorelle maggiori. La strana coincidenza di nomi e storie offriva una tentazione a cui era difficile resistere.  
  19. 'Un Amleto di meno' 1973 - da Shakespeare a Laforgue di Carmelo Bene regia Carmelo Bene con: Carmelo Bene, Lydia Mancinelli, Alfiero Vincenti, Jean-Paul Boucher, Paolo Baroni, Luigi Mezzanotte, Franco Leo, Cosimo Cinieri, Luca Bosisio, Agnes Nobecourt, Daniela Silverio, Susanna Javicoli, Laura Morante (film TV)
  20. 'Otello' 1973 - di William Shakespeare musiche Giuseppe Verdi libretto Arrigo Boito direttore Erbert Von Karajan con: Jon Vickers, Mirella Freni, Peter Glossop, Aldo Bottion, Stefania Malagù, Michel Sénécial, Marco Macchi, José Van Dam Chorus of the Deutesche Open Berlin - Berlin philharmonic Orchestra (riprese per la TV)
  21. 'The Merchant of Venice(Il mercante di Venezia) 1974 - di William Shakespeare directed Jonathan Miller ( National Theatre) and John Sichel (TV version) cast: Laurence Olivier, Joan Plowright, Jeremy Brett, Michael Jayston, Anthony Nicholls, Anna Carteret, Louise Purnell (film TV - inglese - alla fine del video i link alle altre 13 parti) - Come mai Marlowe e Shakespeare finirono per scrivere due dei loro drammi più memorabili, L'ebreo di Malta e Il mercante di Venezia, sugli ebrei? O meglio, nel caso di Shakespeare, perché il personaggio di Shylock l'ebreo diventa centrale nella commedia in cui compare? Perché pensano quasi tutti che il mercante di Venezia del titolo sia Shylock? Anche quando è chiaro che il mercante non è ebreo, anche quando si sa che il titolo si riferisce al cristiano Antonio, si continua istintivamente a commettere quell'errore? E non è propriamente un errore: l'ebreo è al centro del dramma. Il mercante di Venezia esibisce una schiera di personaggi in competizione fra loro per conquistare l'attenzione del pubblico: un bel giovane senza soldi in cerca di una moglie facoltosa, un ricco mercante melanconico disperatamente innamorato del giovane, alcune donne - almeno tre, non una di meno - vestite da uomo, un perfido clown, una spalla irrefrenabile, un marocchino esotico, uno spagnolo assurdo. L'elenco potrebbe allungarsi. Ma è il malvagio ebreo che tutti ricordano, e non soltanto come il villain, cioè il cattivo del dramma: Shylock sembra avere una ragione più forte per essere interessante, forse ha semplicemente più vitalità di tutti gli altri. Lo stesso vale per il villain ebreo do Marlowe, Barabba. Perché l'immaginazione di Shakespeare e quella di Marlowe furono entrambe accese dalla figura dell'ebreo? La fiamma scintillava nell'oscurità di una cancellazione quasi totale: nel 1290, duecento anni prima della importante Cacciata dalla Spagna, l'intera comunità ebraica d'Inghilterra era stata espulsa e bandita dal paese con l'ingiunzione di pena di morte. L'atto di espulsione, avvenuto nel regno di Edoardo I, non aveva precedenti: l'Inghilterra fu la prima nazione della cristianità medievale a liberarsi per legge dell'intera popolazione ebraica.  
  22. 'Macbeth' 1975 - di William Shakespeare musica di Giuseppe Verdi con: Piero Cappuccilli, Shirley Verret, Nicolai Ghiaurov, Veriano Lucheti - director Claudio Abbado escena Giorgio Strehler (sottotitoli spagnolo)
  23. 'Macbeth' 1975 - di William Shakespeare regia di Franco Enriquez con: Valeria Moriconi, Glauco Mauri, Gianni Cavina, Carlo Hintermann, Norma Martelli, Michele Mirabella, Franco Alpestre, Odino Artioli, Anita Bartolucci, Gigi Bonfanti, Attilio Corsini, Giorgio del Bena, Gianni Giuliano (alla fine del video i link alle altre 2 parti)
  24. 'Otello' 1976 - di William Shakespeare musiche di Giuseppe Verdi libretto Arrigo Boito regia Franco Zeffirelli con: Placido Domingo, Mirella Freni, Piero Cappuccilli Direttore Carlos Kleiber - Teatro alla Scala
  25. 'Giulietta e Romeo' 1977 - di William Shakespeare regia di Orazio Costa Giovangigli con: Gabriele Lavia, Ottavia Piccolo, Andrea Bosich, Antonio Salines, Giorgio Melazzi, Pino Manzari, Lisiana Romagnoli, Ettore Toscano, Sandro Rossi, Giovanna Mainardi, Claudio Puglisi, Pina Cei, Enrico Ostermann, Marco Vitangeli (alla fine del video il link alle altre 2 parti)
  26. 'Antonio e Cleopatra' 1979 - di William Shakespeare rielaborazione di Giorgio Albertazzi e Roberto Guicciardini traduzione di Giorgio Albertazzi regia di Roberto Guicciardini con: Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Remo Girone, Luigi Montini, Tonino Accolla, Sandro Borchi, Emilio Marchesini, Stefano Oppedisano, Elio Marconato, Loris Peota, Gianni Galavotti, Gabriele Antonini, Elisabetta Pozzi, Carla Cassola (alla fine del video il link alle altre 2 parti) 
  27. 'Macbeth' 1979 - di William Shakespeare - Royal Shekespeare Company (alla fine del videi i link alle altre 38 parti)
  28. 'Il Mercante di Venezia' 1979 - di William Shakespeare regia Gianfranco De Bosio con: Andrea Giordana, Ilaria Occhini, Sergio Fantoni, Gianrico Tedeschi, Lina Sastri, Maria Teresa Martino, Massimo Dapporto, Antonio Garrani, Alfredo Piano, Daniele Pagani, Bruno Zanin, Vittorio Stagni, Maria Teresa Martino, Emilio Bonucci, Massimo Foschi, Pino Ferrara, P. Luigi Giorgio,  Giuseppe Pertile,  Loris Loddi - Musiche: Giancarlo Chiaramello
  29. 'Otello o la deficienza della donna di William Shakespeare secondo Carmelo Bene' 1979 - di Carmelo Bene regia scene, costumi e interprete principale Carmelo Bene; musiche L. Zito; altri interpreti: C. Cinieri, M. Martini, L. Bosisio, C. Dell'Aguzzo, J.P. Boucher; produzione RAI
  30. 'Measure For Measure' (Misura per misura) 1979 - di William Shakespeare - BBC Shakespeare Collection starring: Kenneth Colley, Kate Nelligan, Tim Piggot-Smith, Christopher Strauli, Jacqueline Pearce (film TV - inglese)
  31. 'La Dodicesima notte' (Twelfth Night) 1980 - di William Shakespeare director John Gorrie cast: Felicity Kendal. Alec McGowan. Robert Hardy. Sinead Cusack. Annette Crosbie (inglese) - Questo dramma prodotto della BBC fa parte di una collezione unica di alcuni dei più bei capolavori drammatici in lingua inglese, è stato originariamente trasmesso e acclamato in tutto il mondo. 
  32. 'The Merchant of Venice' (Il Mercante di Venezia) 1980 - di William Shakespeare director Jack Gold producer Jonathan Miller editor Malcolm Banthorpe composer Carl Davis adaptor/translator David Snodin costumes Raymond Hughes cast: Warren Mitchell, John Franklyn-Robbins, John Nettles, Gemma Jones, Susan Jameson, Douglas Wilmer, Marc Zuber, Peter Gale, Alan David, Kenneth Cranham, John Rhys-Davies, Richard Morant, Leslee Udwin, Arnold Diamond, Enn Reitel, Joe Gladwin, Roger Martin, Daniel Mitchell, Shaun Scott, Richard Austin (film TV - inglese - alla fine del video le altre 11 parti)
  33. 'Riccardo III' 1981 - di William Shakespeare regia di Carmelo Bene - presentazione di Maurizio Grande con: Carmelo Bene, Lydia Mancinelli, Maria Grazia Grassini, Daniela Silverio, Susanna Javicoli, Laura Morante, Licia Dotti
  34. 'Riccardo III' 1982 - di William Shakespeare - directed Fane Howell (film per la TV - inglese)
  35. 'Otello' 1982 - di William Shekespreare musiche di Giuseppe Verdi libretto di Arrigo Boito regia di Gianfranco De Bosio con: Vladimir Atlantov, Kiri Te Kanava, Piero Cappuccilli, Antonio Bevacqua, Gianfranco Manganotti, Gianfranco Casarini, Flora Rafanelli, Orazio Mori, Gianni Brunelli direttore Zoltan Pesko, Orchestra e Coro dell'Arena di Verona - Prod.Rai - Arena di Verona
  36. 'The merry wives of Windsor' (Le allegre comari di Windsor) 1982 - di William Shakespeare directed David Fones cast: Alan Bennett, Richard O'Callaghan, Tenniel Evans, Bryan Marshall, Gordon Gostelow, Nigel Terry, Richard Griffiths, Michael Robbins, Miranda Foster, Ron Cook, Michael Graham Cox, Lee Whitlok, Elisabeth Spriggs, Fohn Foyce, Michael Bryant, Simon Chandler, Judy Davis, Prunella Scales, Ben Kingslav  (film TV - inglese)
  37. 'La Tempesta' 1983 - di William Shakespeare regia di Giorgio Strehler traduzione Agostino Lombardo scene e costumi Luciano Damiani musiche Fiorenzo Carpi regia televisiva Carlo Battistoni con: Claudio Gora, Luciano Virgilio, Tino Carraro, Osvaldo Ruggieri, Massimo Bonetti, Mario Carrara, Luciano Mastellari, Marco Marelli, Massimo Foschi, Paolo Falace, Mimmo Craig, Bruno Noris, Alvaro Caccianiga, Fabiana Udenio, Giulia Lazzarini, Massimo Bagliani, Emilio Barzanò, Claudio Bellotti, Linda Brunetta, Daniela Buzzi, Mauro Cerana, Carla Chiarelli, Patrizia Cipriani, Gianni Mackinson, Manuela Massarenti, Maria Cioffi, Maurilio Menginzer, Lucia Pozzi, Andrea Quacquarelli, Giuliana Soldani, Adriano Todeschini, Carmela Tomaselli, Manuela Verchi Tecnicamente, La Tempesta non è l'ultimo dramma di Shakespeare. Scritto nel 1611, gli fece seguito ancora È tutto vero (Enrico VIII), I due nobili cugini, e il perduto Cardenio. Ma nessuno di questi ultimi drammi offre una visione squisitamente personale: furono tutti scritti insieme a John Fletcher, che Shakespeare  sembra aver scelto come suo successore al ruolo di principale commediografo deo King's Men. La Tempesta è l'ultimo dramma scritto da Shakespeare più o meno scritto interamente da solo - senza collaboratori e, per quanto è noto, senza fonti letterarie dirette - e ha l'aria di un addio, un commiato alla magia teatrale, un ritiro di scena. (...)  Sembra che Shakespeare stia riflettendo consapevolmente sui risultati della sua vita professionale e stia cercando di venire a patti con ciò che potrebbe significare lasciarla. (...) Ma più si avvicinava la decisione, più il suo lavoro di una vita sembrava rifluirgli addosso. Le preoccupazioni centrali di quasi tutti i suoi drammi sono raccolte nella Tempesta: la storia del tradimento tra fratelli; il potere corrosivo dell'invidia; il rovesciamento di un sovrano legittimo; il pericoloso passaggio dalla civiltà al mondo selvaggio; il sogno della restituzione; il corteggiamento di una bella giovane ereditiera senza che se ne conosca la posizione sociale; la tattica di manipolare le persone servendosi di altre persone; soprattutto attraverso la messa in scena di piccole scene di teatro nel teatro; l'uso astuto di poteri magici; il conflitto di natura e cultura; il dolore del padre nel dare la figlia allo sposo; la minaccia di morte sociale e la distruzione dell'identità; l'esperienza schiacciante e trasformatrice dello stupore. La sorprendente rivelazione di questo suo ultimo lavoro è che niente era perso nell'immensa vita dell'immaginazione shekespeariana. (...) Come avrebbe potuto, Shakespeare, rinunciare a tutto questo? La risposta è che non poteva, almeno non fino in fondo.
  38. 'La Commedia degli errori(The Comedy or Errors) 1983di William Shakespeare directed James Cellan Fones cast; Cyril Cusack, Charles Gray, Nicolas Chagrin, Bunny Reed, Michael Kitchen, Roger Daltrey, Noël Johnson, Suzanne Bertish, Joanne Pearce, Marsha Fitzalan, Sam Dastor, David Kelly, Alfred Hoffman, Frank William, Ingrid Pitt, Geoffrey Rose, Wendy Hiller, Peter MacKriel (inglese - alla fine del video le altre 7 parti) - L'istruzione universitaria conferiva, in quei tempi (ndr - 1580/1590), un notevole capitale sociale, che tutti gli scrittori dell'epoca a Londra erano fin troppo felici di vantare. Ma a essere sinceri, il valore dipendeva dal sapere corrispondente. Shakespeare non era affatto ignorante -  anche se era un provinciale  e non si era lasciato la provincia completamente alle spalle - La commedia degli errori, scritta nei primi anni della sua carriera, mostra con quale eleganza e leggerezza avesse elaborato la sua conoscenza delle commedie latine ma non era in grado di prodursi nel tipo di esibizionismo accademico sfoggiato dagli altri scrittori, né era interessato a farlo. (...) 
  39. 'Much ado about nothing' (Molto rumore per nulla) 1984 - di William Shakespeare director Stuart Burge. Perf. Cherie Lunghi, Robert Lindsay, Katharine Levy, and Robert Reynolds. produzione BBC (film TV - inglese)
  40. 'Macbeth' 1986 - di William Shakespeare musiche di Giuseppe Verdi con: Leo Nucci, Shirley Verrett, Samuel Ramey,  Veriano Luchetti, Antonio Barasorda, Anna Caterina Antonacci,  Sergio Fontana Conductor Riccardo Chailly Orchestra - Teatro Comunale di Bologna Chorus - Teatro Comunale di Bologna
  41. 'Macbeth' 1987 - di William Shakespeare musica di Giuseppe Verdi con: Leo Nucci, Shirley Verrett, Samuel Ramey, Johan Leysen, Veriano Luchetti direttore Riccardo Chailly
  42. 'King Lear(El Rey Lear) 1987 - di William Shakespeare regia di Jean-Luc Godard (inglese con sottotiloli spagnoli
  43. 'Henry V' 1989 - di William Shakespeare con: Kenneth Branagh, Derek Jacobi, Simon Shepherd,  James Larkin, Brian Blessed, Ian Holm, Emma Thompson, Paul Scofield, Dame Judi Dench, Robbie Coltrane, Robert Stephens, Christian Bale, Alec McCowen, Patrick Doyle, Geraldine McEwan  (tedesco alla fine del video il link alle altre 13 parti)
  44. 'Hamlet' 1990 - di William Shakespeare regia di Franco Zeffirelli - con Mel Gibson, Glenn Close, Alan Bates, Paul Scofield, Ian Holm, Helena Bonham-Carter  (film inglese)
  45. 'Otello' 1995 - di William Shakespeare musiche Giuseppe Verdi libretto Arrigo Boito maestro James Levine con:Placido Domingo, Làdido Domingo, Renée Fleming, Alexander Anisimov, Charles Anthonov, James Morris, Theodore Lambronos, Richard Croft Metropolitan Opera (alla fine del video il link alle altre 12 parti)
  46. 'Othello' 1995 - di William Shakespeare directed by Oliver Parker con: Laurence Fishburne, Irène Jacob, Kenneth Branagh, Nathaniel Parker, Michael Maloney, Anna Patrick, Emilia Nicholas Farrell, Indra Ové, Michael Sheen,  André Oumansky (film - tedesco alla fine del video il link alle altre 11 parti)
  47. 'Othello' 1996 - di William Shakespeare dramaturg Bohm Gyorgy regia Giuseppe Rust - Camera Budapest Teatro - performers: Kardos Laszlo, Gálffi László, Nagy Enikő, Egri Márta, Dózsa Zoltán, Pindroch Csaba, Hável László, Holl János, Téri Sándor, Egyed Attila, Harsányi Attila (ungherese)
  48. 'Sogno di una notte di mezza estate(A Midsummer Night's Dream) 2001 di William Shakespeare - Harvard-Radcliffe Summer Theatre (inglese)
  49. 'Othello' 2001 - di William Shakespeare by Andrew Davies cast: Bill Paterson, Richard Coyle, Rachael Stirling (film - inglese alla fine del video il link alle altre 8 parti)
  50. 'The Merchant of Venice' (Il Mercante di Venezia) 2004 - di William Shakespeare directed Michael Radford produced Cary Brokaw, Michael Cowan, Jason Piette, Barry Navidi starring: Al Pacino, Jeremy Irons, Joseph Fiennes, Lynn Collins music Jocelyn Pook (film - inglese - sottotitoli spagnolo)
  51. 'Sogno di una notte di mezza estate' 2004 - di William Shakespeare regia Renato Giordano con: Giuseppe Pambieri, Debora Caprioglio, Micol Pambieri, Piero Caretto, Alessia Cardella, Adriana Ortolani, Alessio Di Clemente, Alessandro Marrapodi, Roberto Baldassari, Natale Russo, Ermia Castriota (alla fine del video i link alle altre 11 parti)
  52. 'Sogno di una notte di mezza estate' 2006 - di William Shakespeare musica di Felix Mendelssohn coreografia George Balanchine con: Alessandra Ferri, Roberto Bolle, Massimo Murru, Riccardo Massimi, Deborah Gismondi, Gilda Gelati, Vittorio D'Amato, Gianni Ghisleni, Sabrina Brazzo, Matteo Buongiorno, Camillo Di Pompo, Sophie Sarrote, Marta Romagna, Mick Zeni - Teatro alla Scala di Milano (alla fine del video i link alle altre 5 parti)
  53. 'Twelfth night' (La dodicesima notte) 2008 - da William Shakespeare - BBC Shakespeare Collection - directed Kennet Branag regia televisiva Paul Kafno cast: Fances brber, Cristopher Ravenscroft, Caroline Langrise, Anton Lesser, James Saxon, Jams Simmons, Richard Briers, Abigail McKern, Cristopher Hollis, Tiro Barker (film per la TV - inglese) - Un adattamento per la televisione di Kenneth Branagh per il Renaissance Theatre Questo spettacolo è stato considerato l'evento teatrale dell'anno e da allora il lavoro Brenagh è stato riconosciuto a livello internazionale.
  54. 'Hamlet' 2009 - di William Shakespeare adattamento televisivo della messinscena curata dalla Royal Shakespeare Company di Stratford regia Gregory Doran cast: David Tennant, Patrick Stewart, Penny Downie, Oliver Ford Davies, Mariah Gale (inglese)
  55. 'Macbeth' 2010 - di William Shakespeare Federica Bisegna racconta il 'Macbeth'
  56. 'The Tempest' 2010 - di William Shakespeare performed at the Grandel Theatre - St. Louis - Missouri (inglese - alla fine del video il link alla seconda parte)
  57. 'Le Allegre Signore di Windsor(Le allegre comari di Windsor) 2011 - di William Shakespeare regia Luigi Orfeo Compagnia Mauri/Sturno con: Massimiliano Cutrera, Giulia Nervi, Luigi Orfeo, Stefano Sartore, Martina Spalvieri, Jessica Ugatti, Francesco Zinnamosca. musiche M° Martina Spalvieri  acrobatica: Massimiliano Cutrera scene e costumi sarta: Cinzia Falcetti - Maschere: Giancarlo Santelli supervisione artistica Roberta Faroldi La regina Elisabetta in persona non solo ammirava profondamente il grande personaggio comico di Shakespeare (ndr - Falstaff) - nel quale percepiva un misterioso principio di vitalità interiore - proprio per questo ordinò all'autore di scrivere un dramma che mostrasse Falstaff  innamorato. In due settimane, così si dice, vide la luce Le allegre comari di Windsor, che debuttò al Galter Feast (Festa della Giarrettiera) il 23 aprile 1597.  
  58. 'The Tempest' 2011 - di William Shakespeare Theatrical Arts for Stage - Utah Valley University  (inglese
  59. 'Riccardo III(Riccardo 3) 2011 - di William Shakespeare regia di Mr. Blusclint con: Paolo Faroni, Maria Concetta Gravagno
  60. 'Sogno di una notte di mezza estate' 2012 - di William Shakespeare - Compagnia dei Giovani regia di Valerio Panici
  61. 'Henry IV(The Hollow Crown Henry IV) 2012 - di William Shakespeare directed Richard Eyre starring: Jeremy Irons, Simon Russell Beale, Tom Hiddleston, Julie Walters, Alun Armstrong, Joe Armstrong (film TV -  inglese - alla fine del video il link alla seconda parte)
  62. 'Riccardo II(The Hollow Crown Richard II Richard II) 2012 - di William Shakespeare directed Rupert Goold  starring: Ben Whishaw, Rory Kinnear, Patrick Stewart, David Suchet, Davis Morrissey, Tom Hughes, James Purefoy, Clémence Poesy, Lindsay Duncan, Ferdinand Kingsley, Samuel Roukin, Harry Hadden-Paton, Finbar Lynch (film TV -   inglese)
  63. 'Henry V(The Hollow Crown Henry V) 2012 - di William Shakespeare cast: Tom Hiddleston, Geraldine Chaplin, Paul Freeman, Tom Georgeson, Richard Griffiths, Paterson Joseth, James Laurenson, Anton Lesser, Paul Ritter, Malcom Sinclair, Owen Teale, Mélanie Tierry,  Lambert Wilson, Julie Walters, John Hurt  (film TV -  inglese)
  64. 'Coriolanus' (Coriolano) 2012 - di William Shakespeare - performed at The Grandel Theatre St. Louis - Missouri (inglese - alla fine del video il link alla sconda parte) 
  65. 'Macbeth'La Dodicesima Notte' 'La Tempesta' 'Amleto' 'Romeo e Giulietta' 'Sogno di una notte di mezza estate' di William Shakespeare - I Capolavori dell'Animazione
Note da: 'Vita, arte e passioni di William Shekespeare, capocomico' di Stephen Greenblatt - Einaudi 2005





Andrée Ruth SHAMMAH  Regista/Dramaturg   [Profilo] [Teatro Franco Parenti - Milano]

'1998 - I 25 anni del Teatro Franco Parenti' Rif.http://www.youtube.com/watch?v=xy3WYZoHKE4
Altri video
  1. 'Ambleto' 1973 - di Giovanni Testori regia di Andrée Ruth Shammah con: Franco Parenti, Luisa Rossi, Flavio Bonacci, Gianni Mantesi, Alain Corot, Giampiero Fortebraccio, Giovanni Battezzato, Colette Shammah scene e costumi Gianmaurizio Fercioni musiche Fiorenzo Carpi (alla fine del video i link alle altre 5 parti) - Una giovane regista con esperienze già forti con Eduardo de Filippo e il Piccolo Teatro di Paolo Grassi e Giorgio Strehler. Energica, infaticabile, schietta, con buone scuole e buone frequentazioni. Bionda, occhi intensi e luminosi, ’inseparabile e interminabile sciarpa colorata su pantaloni, maglioni, soprabiti neri. Una di quelle capace di tagliarsi la lingua pur di non dire, di cosa o persona, ”carino”. E inevitabilmente umorale. (...) Andrèe Ruth Shammah, Franco Parenti, Giovanni Testori, Dante Isella che nel gennaio dell’anno 1973, nella strada omonima e in un cinemino dismesso verso Porta Romana fondano il Teatro Pier Lombardo; e il 16 dello stesso mese debuttano con “Ambleto” scritto da Testori, protagonista Parenti, diretto da Shammah, parte integrante della ”trilogia degli Scarrozzanti che comprende anche “Machbetto” e “Edipus”. Non è una trasposizione di testi noti e famosi; piuttosto, una visione amara, spassosa, avvincente e attualizzata in un lombardo influenzato dai più disparati dialetti italiani e dalle lingue straniere. Operazione intellettuale coraggiosa e di spettacolare rottura, modello di recitazione incomparabile, regia intramontabile, e la scrittura spericolata, mai abbastanza amata, valutata e rimpianta di Testori, ”Ambleto” è un capolavoro.



Kostantin Sergeevic STANISLAVSKIJ  Attore/Regista/Inventore del Metodo delle azioni fisiche [Profilo]

'Stanislavskij and the Russian Theatre'  Rif. http://www.youtube.com/watch?v=eheDFPvUhjs
Altri video
  • 'Avvertimento educativo dei pericoli del metodo Stanislavskij' 1950
  • 'Michael Cechov: The Master Classes' 1955 (sonoro - inglese) - Michael Cechov grande attore russo, regista e insegnante, nipote del famoso drammaturgo Anton Cechov,  dà il suo testamento sul teatro e l'arte di agire dalla sua aula a Hollywood, California, nell'ultimo anno di vita. Discepolo del grande Konstantin Stanislavskij ha continuato a promuovere e superare le tecniche e le idee del suo Maestro. Nella sua arte ha incorporato filosofia e spiritualità (Antroposofia) Nel 1922 conosce anche il filosofo tedesco Rudolf Steiner. Cechov ha continuato nella ricerca del suo teatro antroposofico fino al giorno della sua morte il 30 settembre 1955. Molti sono stati gli studenti di Cechov tra i quali: Anthony Quinn, Gregory Peck, Jack Nicholson, Marilyn Monroe, Ingrid Bergman, Jack Palance, Anthony Hopkins, Elia Kazan, Clint Eastwood, Mala Powers, Gary Cooper e Yul Brynner. Colleghi, amici e collaboratori di Cechov sono stati: Sergei Rachmaninov, Max Reinhardt, Stella Adler, Edouard Schuré, Alfred Hitchcock e Marie von Sivers (Marie Steiner).
  • 'Stanislavsky and the Russian Theatre' Stanislavskij ha cambiato il corso della storia del teatro. Qui presentiamo una clip tratta dal film documentario "Stanislavskij e il teatro russo", che esplora i temi principali che hanno portato alla fondazione di The Teatro dell'Arte di Mosca (MXAT) della formazione e l'agire del sistema Stanislavskij. Il film completo comprende materiale proveniente da Il Centro Stanislavskij alla Rose Bruford College of Theatre and Performance, interviste con illustri studiosi, Anatoly Smeliansky di MXAT e Jean Benedetti, così come film di filmati di repertorio del periodo. (Acquista il film completo)
  • 'Il lavoro dell'attore sull'attore' (alla fine del video il link alle altre due parti) - Documentario incentrato sugli effetti del lavoro dell'attore, per i due macro-metodi Stanislavskij/Strasberg e mimico o mimesico, sull'attore stesso. Realizzato da Marco Rossi e Marco Evola.




Demetrio STRATOS  Cantante/Polistrumentista/Ricercatore [Profilo]

'Cantare la voce' (alla fine del video i link alle altre 4 parti) Rif. www.youtube.com/watch?v=KxmUL6mXTUE
Altri video
  • 'Pugni chiusi' 1967  Dopo essere rimasti per anni a mezza strada tra il successo e l'intruppamento nel gruppone dei complessi italiani, nonostante la grande professionalità nei concerti dal vivo, che derivava anche dalla lunga gavetta (erano attivi sin dai primi anni '60) i Ribelli entrano nel gruppo di testa del beat italiano con l'approdo alla Ricordi (dal Clan), l'arrivo di un cantante veramente speciale, Demetrio Stratos, e questa canzone di Ricky Gianco e Gian Pieretti, alla quale ha collaborato anche Gianni Dall'Aglio dei Ribelli. Un brano originale, un R&B che non ha nulla da invidiare ai modelli stranieri, anzi. Formidabile l'arrangiamento di natale Massara con organo Hammond e fiati in grande evidenza. Il testo pieno di immagini forti è un altro elemento che caratterizza il brano. Tra queste immagini c'è sicuramente il "pugno chiuso" che, anche nell'Italia ancora non travolta dal '68, aveva un chiaro significativo politico. Per far capire che non di questo si parla, verso la fine si aggiungono prudentemente anche le "mani giunte". Chissà se è stata un'idea di Ricky Gianco o dei discografici. 
  • 'Hommàge John Cage' 1971  Sixty-Two Mesostics re Merce Cunningham 
  • 'Area - Gioia e Rivoluzione' Live Teatro Uomo - Milano 1976 (sonoro) - Nel 1976 gli Area, guidati da Demetrio Stratos, tennero presso il Teatro Uomo di Milano un leggendario concerto, pubblicato dall’altrettanto storica etichetta Cramps. 
  • Dall'album 'Metrodora1976 (sonoro) - 'Ragazzi, oggi ho finalmente aperto gli occhi. C'era ancora una parte di Demetrio Stratos che mi era ignota, un qualche cosa di inspiegabile che si nascondeva in ogni ascolto di "Cantare la voce" o "Le milleuna". C'erano troppi brani veramente ripetitivi, e a volte inutilmente lunghi. QUESTO è l'album che va tramandato ai posteri, per fare conoscere loro chi è l'uomo che ha consacrato la voce come "strumento musicale". Devono sapere tutti cosa è stato in grado di fare, quanto è riuscito a estendere le sue leggendarie corde vocali. QUESTO è un album essenziale (in tutti i sensi): dura solo 33 minuti e quando è finito si vorrebbe che continuasse ancora un po'. E' difficile da trovare, ma fate tutto il possibile per procurarvelo'. L'album in questione, anche se Stratos non fa impazzire tutti, è anche un ottimo spunto dal punto di vista scientifico… Chi prima di lui aveva fatto una cosa simile? Chi mai riuscirà a eguagliare questo colosso della musica?
  • 'Area - Live in studio e intervista' 1977 - Dal programma RAI 'Sabato Due'
  • Investigazioni (diplofonie e triplofonie) from the album 'Cantare La Voce' 1978 (sonoro) (Wikipedia/discografia di Demetrio Stratos)
  • Intervista a Renato Marengo Registrazione RAI del concerto in onore a Demetrio Stratos nel 1979 (alla fine del video i link alle altre 7 parti)
  • Esecuzione di sola voce del brano 'Cometa Rossa' 
  • RAI/Tg3 '30° anniversario Demetrio Stratos' 
  •  
  • REGISTRAZIONI COMPLETE
  1. 'Nudiversolafollia - Festival di Parco Lambro' 1976 Angelo Rastelli ci propone questo fantastico film/documentario che ci trasporta per 51 minuti nell'ultimo grande festival libero Italiano (che poi del tutto libero non fu, come potrete vedere), quello di Parco Lambro del 1976 (MI). Oltre ad offrirci bellissimi spezzoni d'epoca dei concerti di Don Cherry, Eugenio Finardi, Alberto Camerini ed Area, il vero pregio di questo documento è la fotografia di un movimento che, come dice Finardi, dopo che per almeno tre anni si era illuso di unire la musica alle idee del proletariato e dei movimenti giovanili, era ora sull'orlo di un cambiamento epocale. Musiche originali: - Don Cherry - "Jam session" - Alberto Camerini - "Paranà" - Area - "Gerontocrazia" - Eugenio Finardi - "Musica ribelle" - Eugenio Finardi - "Amo la radio" - Area - "Caos - L'internazionale" - "Jam session finale" Consigliato a tutti gli amanti del Progressive italiano, ma anche a chi vuole saperne di più su quegli anni.
  2. 'Area live in Torino' 1977 (sonoro - alla fine del video il link alle atre 8 parti)  - Il massacro di Brandeburgo numero tre in sol maggiore - Diforisma urbano Demetrio Stratos: voce, organo Hammond - Paolo Tofani: chitarra - Patrizio Fariselli: tastiere - Ares Tavolazzi: basso - Giulio Capiozzo: batteria
  3. 'Concerto Omaggio a Demetrio Stratos' 1979  Intervista a Gianni Sassi. Commenti di Francesco Guccini e Angelo Branduardi. Brani:  Area - Danz(A)nello - Francesco Guccini - Canzone per un'amica - Banco del Mutuo Soccorso - Lungo il margine - Eugenio Finardi - Hold on -  Eugenio Finardi - Extraterrestre - Roberto Vecchioni - Figlia - Venegoni & Co. - Angelo Branduardi - Confessioni di un malandrino - Demetrio Stratos - Voce - Strumento[1] - Intevista a Gianni Emilio Simonetti - Roberto Ciotti - Shake it - Premiata Forneria Marconi - Giancarlo Cardini - Novelletta - Giancarlo Cardini - Solfeggio parlante per voce sola - Gaetano Liguori & Tullio de Piscopo - Tarantella del vibrione - Skiantos - Ehi Buba Loris - Antonello Venditti - Bomba o non bomba - Carnascialia - Area - L'Internazionale.
  4. 'Demetrio Stratos - Suonare la voce' 2007 La raccolta video delle performance e degli studi vocali di Demetrio Stratos con l'intervento di noti critici e studiosi dell'arte contemporanea. Da “I ribelli”, gruppo beat Italiano, all’International popular Group 'Area'. I ricchi contenuti presenti nel DVD, assieme ai preziosi commenti e agli autorevoli pareri del CNR di Padova sulle ricerche in etnomusicologia ed estensione vocale, e agli studi sulle modalità canore dei popoli asiatici, sono gli elementi fondamentali che conferiscono esclusività a questo nuovo prodotto marcato Cramps. - Cramps Records, l'etichetta della “musica totale”, pubblica le sue prime opere tra il 1973 ed il 1974, rispettivamente : "Arbeit macht frei" degli Area e "John Cage Nova Musicha n. 1" di John Cage. Due opere apparentemente antitetiche ma entrambe rivoluzionarie, audaci ed innovative, sicuramente in anticipo sui gusti e sulle conoscenze nel senso più ampio del termine. Se da una parte, infatti, gli Area si rivolgono alla ricerca formale, espressiva e comunicativa del messaggio sociale, dall'altra John Cage si spinge verso la ricerca del suono come entità relativa, subordinata alle "variabili" dello spazio-tempo. Lo sviluppo del catalogo discogracfico Cramps Records ha sempre assecondato questo duplice “atteggiamento”, tanto da creare un binomio dove gli elementi interagiscono: quindi chi porta avanti “il messaggio sociale” si interessa anche alla “sperimentazione” riconducibile alle avanguardie storiche (Futurismo e Dadaismo) e ai movimenti di ricerca in campo artistico (es. Fluxus e Zaj). Si crea così un vero e proprio “flusso culturale”: dalla personale esperienza e dal lavoro musicale individuale di tutti questi artisti, si sviluppano linguaggi musicali avanzati, volti alla ricerca sonora e al tempo stesso mossi dalla necessità di raggiungere una più profonda consapevolezza nel metodo di composizione. Si risale così ad un valore nella musica, non solo comunicativo, ma anche riconducibile alla ricerca scientifica o “filosofica”. Oggi la Cramps Records rimane un’esperienza unica, per certi versi incontaminata ed integra (nonostante siano trascorsi quasi 40 anni dalla sua nascita), patrimonio della musica italiana ed internazionale. La figura carismatica del suo fondatore, Gianni Sassi, rimasta nella memoria di tutti dopo la prematura scomparsa, ha il merito di intuire il mutamento e la necessità di percorrere, nell'arte, i campi inesplorati dell'intimo, stimolando le reazioni della mente con proposte e messaggi inconsueti. Punto di riferimento per artisti quali Eugenio Finardi ed Alberto Camerini , oggi il catalogo Cramps Records include le opere di : Area, Arti&Mestieri, Claudio Rocchi, Roberto Ciotti, Venegoni & Co., Demetrio Stratos, John Cage, David Tudor, Steve Lacy, Derek Bailey, Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, Giancarlo Cardini, Walter Marchetti, Bella Band, Giusto Pio, Skiantos, Kaos Rock, Kandeggina Gang e tantissimi altri.
  5. 'La voce Stratos' 2009 - regia Luciano D'Onofrio e Monica Affatato sceneggiatura Luciano D'Onofrio e Monica Affatato, Daniela Ronconi Demetriou La voce Stratos è un film-documentario sulla vita e sulla figura artistica di Demetrio Stratos. Il documentario possiede una struttura narrativa biografica, immergendosi nel clima sociale degli anni '60 e '70, evidenziando la figura di ricercatore e di sperimentatore musicale e vocale di Demetrio Stratos. Il documentario biografico si basa su un archivio di immagini, con una struttura narrativa biografica, filtrata dai punti di vista degli artisti e delle persone che hanno condiviso esperienze artistiche con Demetrio Stratos, come i musicisti componenti del gruppo degli Area. Al di là dell'importanza del contesto storico e sociale, il filo conduttore del documentario rimane la sperimentazione musicale e la ricerca vocale, portate avanti da Demetrio Stratos. Si segnala il convegno tenuto nelle giornate del 16 ottobre 2009 e del 17 ottobre 2009 a Genova al Teatro della Tosse, in cui si sono svolti seminari ed in cui è stato proiettato il documentario. A tale evento hanno preso parte figure rilevanti nella ricerca vocale come Fatima Miranda, la moglie di Demetrio Stratos, Daniela Ronconi Demetriou, oltre a foniatri, musicisti ( Patrizio Fariselli, Paolo Tofani ) e musicologi, tra cui Janete El Haouli. Il convegno è stato completato dai concerti di Paolo Tofani e di Fatima Miranda.




Igor STRAVINSKY  Compositore   [Profilo]

'I'M A MACHER(inglese con sottotitoli italiano - aala fine el video i link alle altre 11 parti)  Rif. www.yuotube.com/watch?v=G85YXinRvBY
Altri video
  1. 'Igor Stravinsky Documentary2001  (inglese con sottotitoli tedesco?) - Un film di Jànos Darvas
  2. 'L'Histoire du Soldat' 2002 - di Igor Stravinsky (inglese) - Il famoso direttore d'orchestra Esa-​​Pekka Salonen e il coreografo John Malashock con il narratore John Rubinstein uniscono le forze per una nuova produzione della favola musicale di Stravinsky. Commento dell'artista e documentazione del 'dietro le quinte'. Produzione La Jolla Music Society - CA - USA
  3. 'Petrouchka - Ballet' 2011 - di Igor Stravinsky Coreografia Michel Fokine messo in scena da Dimitri Romanoff e Yurek Lazowsky scene e costumi di Alexandre Benois Corpo di Ballo dell'Opera di Parigi cast: Monique Loudieres (Ballerina), Tierry Mongne (Petrouchka), Jean Guizerix (Moor), Alain Bogreau, 

 

Giorgio STREHLER  Regista   [Profilo] [Sito Strehler]

'LA TEMPESTA  Rif. http://www.youtube.com/watch?v=0aKVTgV4iOs
Altri video
  1. 'Il servitore di due padroni' (Arlecchino servitore di due padroni) 1954 - di Carlo Goldoni regia Giorgio Strehler presentazione di Giorgio Strehler con: Marcello Moretti, Edda Albertini, Ermanno Roeri, Giulia Lazzarini, Checcho Rissone, Achille Millo, Agostino Cantarello, Vittoria Martello, Marcell Bertini Appunti di regia - Riflessioni sullo spettacolo pubblicate sul programma di sala in occasione della tournée in America Latina nel 1954 - UN SEGNO DI CONTINUITA' - Recitato per la prima volta dal Piccolo Teatro nel corso del suo primo anno di vita, Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni (da noi poi chiamato Arlecchino servitore di due padroni, per indicare più chiaramente ai pubblici stranieri il carattere della commedia) è diventato, a poco a poco, il segno della continuità ideale del nostro lavoro e al tempo stesso una bandiera. Sette anni fa, il nostro Arlecchino segnava in Europa, alla fine di una sanguinosa guerra che aveva ceduto il suo inevitabile debito di sconforto e di disperazioni per tanti, il ritrovamento di alcuni eterni valori di poesia e al tempo stesso di un messaggio di fiducia per gli uomini, attraverso la liberazione del riso più aperto, del gioco più puro. Era il teatro che, con i suoi attori, ritornava (o tentava di ritornare) alle fonti primitive di un avvenimento scenico dimenticato, attraverso le vicende della storia, e indicava un cammino di semplicità, di amore e di solidarietà ai pubblici contemporanei. Era il teatro che riscopriva (se così si può dire) una sua epoca gloriosa: la Commedia dell’Arte, non più come un fatto intellettuale, ma come un esercizio di vita presente, operante. Questo forse fu il punto che più chiaramente distinse la nostra fatica da quella di tanti altri interpreti che ci avevano preceduto sulla stessa strada. Proprio in questo senso di vitalità, non letteraria ma reale, in questo voler ricostruire idealmente, prima tra di noi commedianti, un mondo più solidale – il mondo di una “compagnia” dell’arte – e poi nell'inventare un gioco d’arte ogni sera assieme al pubblico, in un accordo felice e abbandonato, il nostro lavoro acquistò allora, e mantiene oggi – pur in mutate contingenze – un suo valore morale ed estetico di cui non possiamo che essere orgogliosi. Difficile opera questa di gettarsi all’indietro nel tempo, per noi comici contemporanei, nel favoloso mondo di un’avventura teatrale, legata ad esili trame, a complicate storie giocate tutte sul gesto e sulla parola dell’interprete e quindi bruciate da tempi immemorabili, polvere di palcoscenico da secoli. E pericoloso esercizio tentare una tecnica teatrale ricchissima di mezzi espressivi, di eclettismi, di padronanze fisiche e vocali. Ci siamo trovati nel vuoto ed abbiamo dovuto compiere le nostre acrobazie senza rete di protezione. Abbiamo insomma dovuto riinventare dentro di noi qualcosa, al di là della cultura e della storia. In questa fatica ci ha sorretto una vena sotterranea che credevamo quasi estinta per sempre: un abbandono italico al ritmo, all’invenzione immediata, al gesto mimico, all’iperbole dell’immagine, insieme a un classico rigore – e sono rifluiti in noi antichi umori che non si erano perduti, attraverso le generazioni teatrali. Così, per noi è nato Arlecchino servitore di due padroni e questo per noi ha voluto e vuole significare. Ma al di là di tutto ciò, per il pubblico Arlecchino servitore di due padroni è e deve essere puro divertimento che il nostro grande Carlo Goldoni (ben più grande altrove che qui, certo) prima di avviarsi sul difficile cammino della “riforma” ha voluto lasciarci, a memoria di un’epoca favolosa ed estinta, con un garbo ed una misura ritmica ammirevoli. Il mondo degli equivoci si muove vertiginosamente attorno alla figura misteriosa ed eterna di Arlecchino. Si varcano qui i limiti del logico e del possibile. L’assurdo nella sua forza più piena ed assoluta entra sul palcoscenico e non spaventa. Anzi ci trasporta in un mondo più facile, in cui tutti i nodi si sciolgono e infine ci trascina nell’empireo del grande teatro comico che è tutto un inno gioioso di liberazione e di felicità di esistere. Abbandonarsi a questa “felicità”, senza peso e senza tempo, è tutto quello che noi chiediamo a noi stessi e a coloro che ci ascoltano. Sappiamo che quando un tale miracolo avviene si accende, se pur per un attimo, nel nostro cuore una scintilla che lascia la sua incancellabile traccia di calore e di umanità.
  2. 'Le baruffe chiozzotte' 1966 - di Carlo Goldoni regia Giorgio Strehler con: Tino Scotti, Lina Volonghi, Anna Mestri, Carla Gravina, Giulio Brogi, Ludovica Modugno, Corrado Pani L'edizione qui proposta è leggendaria: si tratta dell'allestimento di Giorgio Strehler messo in scena nel 1966 al Piccolo Teatro di Milano. Tappa decisiva nel cammino del regista verso Carlo Goldoni, le "Baruffe" incarnano in pieno quella visione del teatro che lo stesso Strehler definì come "realismo poetico". "La grande genialità di Strehler - spiega Paolo Bosisio - è stata quella di prendere questa sequenza che non ha un inizio e non ha una fine come una sorta di tranche de vie, cioè come un pezzo di vita del Settecento con un dove e con un quando e di trasformarlo attraverso la lente della poesia. Qui sta il segreto del grande realismo goldoniano di Strehler, realismo perché i suoi spettacoli rispettano l'impianto realistico del teatro goldoniano. Poetico, perchè Strehler non vede mai la realtà come un telecronista, o un cronista qualsiasi, ma la vede attraverso la lente dell'arte". Di certo questo testo rappresenta un momento importantissimo nell'arte di Strehler, tanto che lo spettacolo verrà ripreso dal regista anche negli anni '80, riscuotendo nuovamente un grandissimo successo. Tuttavia, come sottolinea Franco Quadri "è questa edizione a rimanere storica per la novità di approccio al teatro di Goldoni, per la modernizzazione di uno sguardo che coglie le classi popolari in movimento e trasmette un'enorme vitalità, qualcosa che va assolutamente aldilà del palcoscenico". A rendere memorabile questa edizione del 1966, contribuisce anche un cast unico di attori indimenticabili: "uno stuolo di grossi attori - aveva commentato al tempo Franco Quadri - e soprattutto di caratteristi; è veramente un cast mirabile per la precisione che danno alle loro interpretazioni e anche per il tipo di comunicazione diretta. Per prima si può nominare Lina Volonghi, ma accanto c'è la Gravina, c'è la giovanissima Modugno. Non ci sono solo le comari, c'è anche un Tino Scotti in gran forma; e poi c'è il grande Corrado Pani; insomma una sfilza di nomi di prim'ordine'.
  3. 'Re Lear' 1972 - di William Shakespeare regia Giorgio Strehler con: Tino Carraro, Ottavia Piccolo, Franco Alpestre, Giuseppe Pambieri, Renato De Carmine, Lia Tanzi, Fulvio Ricciardi (alla fine del video i link alla seconda parte) - Appunti preparatori per l'allestimento dello spettacolo del Re Lear
  4. 'Opera da tre soldi' 1973 - di Bertold Brecht Giorgio Strehlel mette in scena 'L'Opera da tre soldi' (è un documentario delle prove non la registrazione dello spettacolo ma, in questo contesto, ci sembrava indispensabile presentarlo) Note di regia per la II edizione dell'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht
  5. 'Macbeth' 1975 - di William Shakespeare musica Giuseppe Verdi escena Giorgio Strehler director Claudio Abbado con: Piero Cappuccilli, Shirley Verret, Nicolai Ghiaurov, Veriano Lucheti (sottotitoli spagnolo)  
  6. 'Il giardino dei ciliegi' 1978 - di Anton Cechov regia Giorgio Strehler traduzione Luigi Lunari, Giorgio Strehler musiche Fiorenzo Carpi scene e costumi Luciano Damiani luci Giampiero Puliti con: Valentina Cartese, Monica Guerritore, Giulia Lazzarini, Renato De Carmine, Franco Graziosi - Adattamento Rai (alla fine del video il link alla 2° parte) - Diario di prove dello spettacolo da gennaio ad aprile 1974. Riflessioni su Cecov, sul testo e sulla sua interpretazione
  7. 'La Villéggiature' 1979 -  de Carlo Goldoni mise en scène Giorgio Strehler décors Ezio Frigerio costumes  Ezio Frigerio , Franca Squarciapino cast: Ludmilla Mikaël, François Beaulieu, Claude Giraud, Catherine Salviat, Pierre Dux, Jacques Sereys, Denise Gence, Françoise Seigner, Catherine Hiegel, Jacques Eyser, Bernadette Le Saché, Marcel Tristani, Yves Pignot, Gérard Giroudin - Spectacle enregistré au Théâtre de l'Odéon avec la troupe de la Comédie Française (francese)
  8. 'Le Retour de la Villéggiature' 1979 - di Carlo Goldoni mise en scène Giorgio Strehler décors Ezio Frigerio costumes Ezio Frigerio , Franca Squarciapino cast: Ludmilla Mikaël, François Beaulieu, Claude Giraud, Catherine Salviat, Pierre Dux, Jacques Sereys, Denise Gence, Françoise Seigner, Catherine Hiegel, Jacques Eyser, Bernadette Le Saché, Marcel Tristani, Yves Pignot, Gérard Giroudin - Spectacle enregistré au Théâtre de l'Odéon avec la troupe de la Comédie Française (francese)
  9. 'La tempesta' 1983 - di William Shakespeare regia Giorgio Strehler traduzione Agostino Lombardo scene e costumi Luciano Damiani musiche Fiorenzo Carpi regia televisiva Carlo Battistoni con: Claudio Gora, Luciano Virgilio, Tino Carraro, Osvaldo Ruggieri, Massimo Bonetti, Mario Carrara, Luciano Mastellari, Marco Marelli, Massimo Foschi, Paolo Falace, Mimmo Craig, Bruno Noris, Alvaro Caccianiga, Fabiana Udenio, Giulia Lazzarini, Massimo Bagliani, Emilio Barzanò, Claudio Bellotti, Linda Brunetta, Daniela Buzzi, Mauro Cerana, Carla Chiarelli, Patrizia Cipriani, Gianni Mackinson, Manuela Massarenti, Maria Cioffi, Maurilio Menginzer, Lucia Pozzi, Andrea Quacquarelli, Giuliana Soldani, Adriano Todeschini, Carmela Tomaselli, Manuela Verchi (riprese per la TV)
  10. 'Don Giovanni' 1990 - di Wolfang Amadeus Mozart regia tatrale Giorgio Strehler direttore Riccardo Muti libretto Lorenzo Da Ponte direttore del Coro Giulio Bertola con: Thomas Allen, Sergej Koptchak, Eita Gruberova, Francisco Araiza, Ann Murray, Claudio Desderi, Ssanne Mentzer - produzione Teatro alla Scala / RAI
  11. 'I giganti della montagna' 1995 - di Luigi Pirandello regia di Giorgio Strehler scene Ezio Frigerio costumi Ezio Frigerio, Luisa Spinatelli, Enrico Job musica Fiorenzo Carpi coreografia Marise Flach regia televisiva Michel Muller con: Andrea Jonasson, Giancarlo Dettori, Giulia Lazzarini, Franco Graziosi, Lino Troisi, Enzo Tarascio Appunti di regia de I giganti della montagna 1947
Informazioni da Archivio LePera

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